Archive for ‘Italiano’

29/11/2012

Metallic dreams, Kitchen dreams


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02/09/2011

Scatenarse, em bom português (Ygor Raduy et al, 2011)


Na frente da cortinaNa frente da cortina

Na frente da cortinaNa frente da cortina

Na frente da cortinaNa frente da cortina

Eu me escateno,

tu te escatenas,

ele se escatena,

nos nos escatenamos,

vós vos escatenais,

eles se escatenam.

Pronominal como no italiano.

Arte via Facebook.

Nella lingua italiana:

scatenàrsi[sca-te-nàr-si] v. pronominale

  1. rifl. perdere il controllo di sé, lasciarsi andare. Esempio: ai concerti rock si scatena
01/09/2011

L’Uomo e L’Eternità (oppure Imortalità?)


L’arte è eterna, ma non può essere immortale” sottolineando con ciò una differenza importante tra il concetto di eternità e quello di immortalità.

L’opera d’arte può anche sopravvivere all’uomo per qualche generazione, ma l’importanza assoluta non è tanto la materialità dell’arte, quanto il gesto e l’invenzione artistica, che sono gli unici atti di eternità possibili per l’uomo “(…) sino ad oggi gli artisti, coscienti o incoscienti, hanno sempre confuso i termini di eternità e immortalità, cercando di conseguenza per ogni arte la materia più adatta afarla più lungamente perdurare, sono cioè rimasti vittimi coscienti o incoscienti della materia, hanno fatto decadere il gesto puro eterno in quello duraturo nella speranza impossibile della immortalità. noi pensiamo di svincolare l’arte della materiail senso dell’eterno dalla preoccupazione dell’immortale.

E non ci interessa che un gesto, compiuto, viva un attimo o un millenio, perché siamo veramente convinti che, compiutolo, esso è eterno.

Primo manifiesto Spaziale Lucio Fontana 1947, pubblicato per María Eugenia Arostegui Sebastian via MULTIGRAPHIAS.

Sarà la mia arte immortale? Solo il Tempo potrà dire…

Inspirato, Milano/2010

Inspirato, Milano/2010

15/08/2011

Ao Ler o que Escrevia ouVia a Voz


Primeiro achou muito ovvia a resposta… teve até receio de comentar e parecer petulante, entende? Até porque não me vinha à cabeça nenhuma forma que não fosse ovvia de fazer ver a voz. Ver a Voz… Ver a Voz… Ao ler gostou do Som. Ver a Voz… Ver a Voz… Achava engraçado, pois ouvia a Voz na cabeça… Ver a Voz.

Ao Ler o que Escrevia ouVia a Voz.

*-*

He first considered the answer way too ovvia… decided not to comment and might sound petulant, got it? Specially because nothing too obvious came to his mind as a way to be able to See the Voice. Quite strange… See the Voice… it’s indeed weird, because in Portuguese (up above), “See the Voice” suddenly becomes the center of the narrative, or should I say, the sound of it, “See the Voice”, being heard as you read the text, is somehow funny, or interesting, as a pun or a tong twister.

Still, while Reading what he was Writing, he could Listen to the Voice. (and that’s a shame again, because in “ouVia a Voz” you can blend both verbs – See and Listen – together)

*-*

Primo considerò la risposta troppo ovvia… aveva una quasi paura di commentare e suonare petulante, tè capi? Principalmente perché non abbia pensato nessuna alternativa che non fossi così ovvia per fare vere la voce. Vere la Voce… Vere la voce… mentre leggeva l’hai piaciuto como suonava. Vere la Voce… Vere la Voce… Trovava divertente, perché sentiva la voce nella testa… Vere la Voce.

Mentre Leggeva quello che Scriveva, guardava la Voce.

via MULTIGRAPHIAS.

23/08/2010

Inspired – La versione italiana


Non ero nemmeno uscito dall‘esposizione che già avevo voglia di fare delle foto somiglianti a quelle di F. Woodman; avevo già in mente lo scenario, un angolo della mia stanza, con un grande termosifone e il pavimento di legno. Nello stesso giorno e nei giorni seguenti ho percorso, alla mia maniera, un’esperienza fotografica che ha prodotto le immagini che potete vedere sotto.

Multiplo

Multiplo

Il lavoro di Francesca mi ha suscitato malinconia e nel primo gruppo di foto ho provato a catturare questa emozione. In queste foto manca il viso – nascosto, coperto – una delle caratteristiche predominanti delle sue foto. Ho provato a fondermi con l’ambiente attraverso il movimento, con l’effetto ”sfocato” sia nel viso, che nel corpo. Per accentuare questo effetto di fusione ho regolato la macchina fotografica con alta sensibilità, provocando la grana nelle immagini.

Pudico

Pudico

Questa serie ha delle foto in  bianco e nero, una influenza diretta del lavoro di Francesca. Siccome avevo fatto le foto di sera, ho usato una luce che provocava un interessante effetto ma che risaltava i contorni – un errore, paragonato alle foto che mi avevano inspirato, come mi ha detto un amico. Devo ringraziare Emanuele Camisassa per avermi invitato ad andare all’esposizione, per avermi aiutato a riflettere sul lavoro che avevo realizzato e anche per avermi motivato a scrivere questo testo che testimonia il percorso fotografico.

Nella mattina seguente ho fatto una foto simile ad una delle foto dell’esposizione, ho però dato la mia interpretazione – leggermente colorata, diversa del bianco e nero originale.

JKScatena as F.Woodman

JKScatena as F.Woodman

La voglia non era ancora soddisfatta e ho anche realizzato le serie di sotto, già con le prime considerazioni di Emanuele, ora però con la presenza del viso e l’utilizzo della doppia – tripla, quadrupla – esposizione come strumento per  fondermi con l’ambiente.

Bizarro

Bizarro

Dalla prima serie ho deciso indossare solamente una camicia, in certi casi  – spogliandomi di tutto, volontariamente, aprendomi all’esperienza senza pudore. Ho indossato anche una maschera – come Francesca – creando un personaggio senza viso, un po’ bizzarro. Questa seconda serie è stata realizzata con foto in bianco e nero e anche colorate, queste ultime con il tono alterato.

Per la ultima serie ho usato una lente di 50 mm che mi piace tanto perché crea una luminosità particolare. Qui ho esplorato, non solo la doppia esposizione, ma anche le porte della mia casa milanese come elementi scenografici. La sedia, vuota, evoca uno spazio non occupato, che però non si mostra completamente. In questa serie le foto sono di solito colorate.

Inspirato

Inspirato

Alla fine la voglia era soddisfatta. La mia prima avventura artistica – con un tema molto molto diverso da quelli dei miei lavori precedenti – era finita. Anche il mio ego di artista era stato appagato, perché sono riuscito ad ottenere un risultato bello ed interessante.Esco da questa esperienza leggermente modificato e, per certi versi, evoluto.

08/07/2010

Estate nei Navigli e gli Aperitivi


Abito adesso nella zona sud de Milano, in una stanza affittata da un ragazzo che ha messo un annuncio sul sito Easystanza.com (un bel suggerimento per chi cerca una residenza temporanea nella città), abbastanza centrale, vicino alla Piazza XXIV Maggio e dalle mie lezioni, nella Scuola Leonardo Da Vinci. Nelle vicinanze c’è anche una zona della città che è molto movimentata d’estate, i Navigli.

Naviglio Grande

Naviglio Grande

Milano, per essere molto importante, aveva bisogno di un porto per il commercio, quindi, nel secolo XII iniziarono i lavori di costruzione dei canali Grande e Pavese, “i Navigli”, che permettono il collegamento con il Fiume Ticino e il Lago Maggiore.  Mi hanno detto che Milano era prima piena di canali, però sono stati interrati durante la Seconda Guerra Mondiale per facilitare il transito delle macchine da guerra oppure anche per ragioni igieniche. Ho sentito dire anche che c’è un progetto di riaprirli per l’Expo 2015, che si terrà qui. Oggi restano appena questi due canali e la Darsena.

Navigli_SuperGulp_Comics

Super Gulp! Comics

Al giorno d’ oggi questa zona è il quartiere bohémien di Milano, con negozi di prodotti veramente originali – come la cartoleria Punti di Visti e il di fumetti Super Gulp!. Nel tardo pomeriggio gli artisti locali mettono le loro opere sui rive dei canali e bar e ristoranti occupano le strade con tavoli, sedie e divani per una delle migliori tradizioni bohémien che ho visto: l’Aperitivo. Quando si compra una bevanda nella fascia oraria dell’ “happy hour”, generalmente dalle 18h30 fino alle 21h00, si paga un può più che il normale – 5€ a 10€, a seconda del locale -, però si ha a disposizione un buffet pieno di cibi tradizionali e anche caldi; si può cenare facendo un aperitivo in alcuni locali.  Tutti i bar di Milano fanno l’Aperitivo, una vera tradizione locale. Sarebbe una bella idea se questa moda arrivasse a altre cittè!

Naviglio Grande

Naviglio Grande

Segnalo il ¡Mas!, con un bellissimo buffet, tavoli e divani sulla riva del Naviglio Grande e una soluzione di prezzo molto giusta. La prima consumazione costa 8€ (una birra alla spina, per esempio) però la seconda e le seguenti costano solo 5€. Occorre stare attenti perché alcuni dei camerieri, inesperti, possono dimenticarsi dello sconto.

Nel mese di Agosto, il mese ufficiale delle vacanze italiane, Milano è una città fantasma… tutti i negozi sono chiusi e i milanesi vanno al mare. Solo restano i Navigli, che rimangono agitati anche a Ferragosto; e io, che anche rimarrò in città.

Naviglio Grande

Naviglio Grande

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